Il Consorzio Garda Classico

La Doc Garda Classico coincide in gran parte con il territorio che si affaccia sulla sponda bresciana del lago di Garda. Un territorio dove la coltivazione della vite vanta origini antichissime, che affondano addirittura in epoca pre-romana. Tale radicatissima tradizione è sfociata nel 1967 nell'ottenimento della Doc "Garda Bresciano", in seguito integrata nella Doc Garda. Dal 1996 la zona si è vista riconoscere la menzione "Classico" concessa come noto solo ai vini di antica e consolidata tradizione. Oggi, Garda Classico Doc è una sottozona che conta 550 ettari di vigneto, lavorati da un'ottantina di produttori per un totale di circa 3500 tonnellate di uva prodotte ogni anno. La produzione è attualmente superiore ai 2 milioni di bottiglie.
Garda Classico è sinonimo soprattutto di vini rossi, ed in particolare di Groppello, il vitigno autoctono che rappresenta una vera e propria esclusiva enologica della zona in quanto coltivato in quantità apprezzabili solo ed esclusivamente sulle colline della Valtènesi, il "cuore" produttivo della zona. Da quest'uva singolare, nella quale molti hanno voluto vedere analogie con il Pinot Nero, arrivano il Garda Classico Groppello Doc e il Garda Classico Chiaretto Doc, i due prodotti più conosciuti ed apprezzati della Riviera: insieme rappresentano circa il 50% di una produzione totale che comprende anche altre due tipologie di rosso (il Garda Classico Rosso e Rosso Superiore, ottenuti da melange di vitigini di territorio che oltre al Groppello comprendono Marzemino, Barbera e Sangiovese) ed un bianco prodotto in piccole quantità ma apprezzato per la sua singolarità data dall'utilizzo, in percentuale pari al 70%, di Riesling Italico e Renano.
Nel Consorzio Garda Classico Doc è recentemente confluita anche la piccola Doc San Martino della Battaglia, che occupa principalmente i territori dei comuni di Pozzolengo, Sirmione, Desenzano, Lonato e parzialmente coincide con quella del Garda Classico. Riconosciuta nel 1970, questa Doc di 65 ettari vitati, sulla quale agiscono poche decine di produttori, porta l'originale contributo di un bianco, il San Martino della Battaglia Doc, composto all'80% da uve Tocai, oltre ad un vino da dessert, il San Martino della Battaglia Liquoroso, di grande carattere e di provate radici storiche, anch'esso derivante naturalmente dal Tocai.
Non vanno infine dimenticate le tipologie, sempre tutelate dal Consorzio, che rientrano nell'Igt Benaco Bresciano: sono circa 150 mila bottiglie, ugualmente di pregio, che le aziende utilizzano soprattutto per produzioni monovitigno che contribuiscono ad arricchire ulteriormente il profilo di un comparto dinamico, in crescita, che negli ultimi anni, grazie anche alla costituzione della Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, sta conoscendo un nuovo sviluppo sull'onda nascente dell'enoturismo.