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Garda Classico Comunicati stampa . Identikit Consorzio

Comunicato Stampa 31 marzo 2008

GARDA CLASSICO DOC, UNA TRADIZIONE PROIETTATA NEL FUTURO

“Una realtà produttiva fatta di piccoli numeri ma di grande, ricercata qualità, che poggia sulle basi di una tradizione radicata nei millenni per guardare con moderno spirito imprenditoriale al proprio futuro”. Queste nelle parole del presidente del Consorzio Sante Bonomo, l'identikit del Garda Classico, ovvero dell'area che coincide in gran parte con il territorio che si affaccia sulla sponda bresciana del lago di Garda, con baricentro nella Valtènesi. Un territorio dove la coltivazione della vite vanta origini antichissime, presupposto all'autenticità di una vocazione radicata nella storia, che nel tempo si è evoluta ed affinata, fino ad arrivare agli odierni livelli di qualità e modernità.

La storia e il territorio

E' noto ormai da tempo come sulle colline gardesane sia stato ritrovato il più antico aratro costruito dall'uomo, risalente ad oltre 5000 anni prima di Cristo: una testimonianza netta di come in queste terre l'agricoltura sia sempre stata attività primaria e prevalente. Informazioni più precise sul vino arrivano dall'epoca degli etruschi, che a quanto pare furono i primi ad introdurre la coltivazione della vite seguiti dai romani. A far da presupposto indispensabile allo sviluppo della vitivinicoltura in quest'area è stato principalmente il singolare clima di stampo mediterraneo determinato inevitabilmente dall'influenza del più grande lago italiano, dove si incrociano venti molto diversi tra loro che contribuiscono a creare un microcosmo ambientale davvero unico, adatto non solo alla vite ma anche all'ulivo e addirittura agli agrumi, come testimoniano le famose limonaie dell'Alto Garda. Le condizioni ideali di coltivazione, in quello che viene comunemente definito l'anfiteatro morenico gardesano, sono state determinate anche dai terreni, risalenti a differenti formazioni geologiche ma prevalentemente occupati da depositi morenici e alluvionali adagiati su un suolo di origine sostanzialmente calcarea.

I numeri e i prodotti

La Doc Garda Bresciano, approvata nel 1967 ed in seguito integrata nella Doc Garda, copre un territorio che parte dal lago d'Idro per scendere in Valtènesi, l'area che si estende tra i comuni di Salò e Desenzano ed è considerato il vero e proprio cuore produttivo della zona, per estendersi poi fino ai confini della provincia di Verona. Dal 1996 la zona si è vista riconoscere la menzione "Classico" concessa come noto solo ai vini di antica e consolidata tradizione. Oggi, Garda Classico Doc è sinonimo di una superficie vitata di oltre 600 ettari, sulla quale agiscono oltre 150 produttori per un totale di circa 3700 tonnellate di uva prodotte ogni anno. La produzione conta attualmente circa 2,5 milioni di bottiglie per un valore che supera i 10 milioni di euro.

Garda Classico è sinonimo soprattutto di vini rossi, ed in particolare di Groppello, il vitigno autoctono che rappresenta una vera e propria esclusiva enologica della zona in quanto coltivato in quantità apprezzabili solo ed esclusivamente sulle colline della Valtènesi. Il Groppello è alla base dei prodotti in assoluto più rappresentativi della zona: il Garda Classico Groppello Doc e il Garda Classico Chiaretto Doc, che insieme rappresentano circa il 50% di una produzione totale che comprende anche altre due tipologie di rosso (il Garda Classico Rosso e Rosso Superiore, ottenuti da melange di vitigini di territorio che oltre al Groppello comprendono Marzemino, Barbera e Sangiovese) ed un bianco prodotto in piccole quantità ma apprezzato per la sua singolarità data dall'utilizzo, in percentuale pari al 70%, di Riesling Italico e Renano.

Benaco Bresciano e San Martino della Battaglia

Nel Consorzio Garda Classico Doc è recentemente confluita anche la piccola Doc San Martino della Battaglia, che occupa principalmente i territori dei comuni di Pozzolengo, Sirmione, Desenzano, Lonato e parzialmente coincide con quella del Garda Classico. Riconosciuta nel 1970, questa Doc di 65 ettari vitati, sulla quale agiscono poche decine di produttori, porta l'originale contributo di un bianco, il San Martino della Battaglia Doc, composto all'80% da uve Tocai, oltre ad un vino da dessert, il San Martino della Battaglia Liquoroso, di grande carattere e di provate radici storiche, anch'esso derivante naturalmente dal Tocai.

Non vanno infine dimenticate le tipologie, sempre tutelate dal Consorzio, che rientrano nell'Igt Benaco Bresciano: sono circa 150 mila bottiglie, ugualmente di pregio, che le aziende utilizzano soprattutto per produzioni monovitigno che contribuiscono ad arricchire ulteriormente il profilo di un comparto dinamico, in crescita, che negli ultimi anni sta conoscendo un nuovo sviluppo sull'onda nascente dell'enoturismo. Oggi il contributo della vitivinicoltura è diventato fondamentale nelle nuove politiche di promozione del territorio gardesano, sempre più orientate ad un'integrazione di differenti valori nella quale i sapori assumono un ruolo determinante.

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