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CHIARETTO, LA MODERNITA' DELLA TRADIZIONE
È il primo frutto della vendemmia bresciana e lombarda a giungere ogni anno sul mercato nel pieno dei rigori invernali: un vino che da oltre un secolo anticipa la primavera sulle tavole dei bresciani, e che rappresenta una delle esclusive enologiche dell'area produttiva della Doc Garda Classico. Vero e proprio "vino di territorio", in quanto tipicità che risponde ad una particolare tecnica produttiva e stilistica elaborata nel tempo sulla riviera gardesana e sulle colline della Valtènesi, il Chiaretto Garda Classico Doc nasce da quattro uve rosse con in primo piano l'autoctono Groppello, una vera rarità enologica presente ormai solo sulla rivera bresciana del Benaco. Viene sottoposto ad un metodo di lavorazione molto singolare, che consiste nel mantenere le bucce a contatto con il mosto in fermentazione per una durata limitata di tempo: non per niente un gruppo di produttori lo definisce in etichetta come "Il Vino di una Notte", come da marchio registrato. Tale procedimento consente di non caricare eccessivamente il colore ed ottenere un prodotto dalle tonalità rosa delicate ed inconfondibili, che si differenzia radicalmente dagli altri rosati per la florealità del suo bouquet e per l'acidità tipica delle produzioni gardesane, che unita alla struttura spesso sorprendente ne fa un vino adatto ad un ampio ventaglio di accostamenti.
IL CHIARETTO IN TAVOLA
La consuetudine vuole il Chiaretto come vino ideale da abbinare ai i piatti di pesce di lago: come dire, un perfetto trionfo territoriale. Non da oggi tuttavia ristoratori, gourmet ed appassionati si sono resi conto delle straordinarie caratteristiche di versatilità di Chiaretto, di come la sua personalità ricca di sfaccettature sia in grado di adagiarsi a perfezione fra le pieghe dei sapori più disparati. Il Chiaretto, come tutti i grandi prodotti dell'enologia italiana, va rispettato. Da vino di grande gioventù e di grande freschezza, preferisce accompagnarsi a prodotti altrettanto giovani e freschi: dai salumi non eccessivamente stagionati alle formaggelle dell'Alto Garda Bresciano, fino ai primi, dove la preferenza andrà a piatti con base di pomodoro, la cui acidità crea il giusto contrasto con la freschezza del vino. Ma è positivo anche l’accostamento ad un classico piatto di tradizionali casoncelli alla bresciana. E fra i secondi si accompagna sia con il pesce che con le carni, in particolar modo con animali da cortile ma anche con carni rosse grigliate. Insomma, grazie alle sue doti di complessità, sapidità, freschezza, il Chiaretto può tranquillamente essere considerato un vino da tutto pasto. Sta benissimo con la pizza. Ed è adatto perfino alla cucina orientale, al sushi in particolare.
LE TENDENZE: UN VINO IN SINTONIA CON IL GUSTO CONTEMPORANEO
La versatilità del Chiaretto sul campo degli abbinamenti enogastronomici è una delle caratteristiche maggiormente vincenti di un vino che ha grosse potenzialità per intercettare il gusto e le tendenze del consumatore moderno. Il Chiaretto è un vino capace di sintetizzare in bottiglia tipicità e dinamismo, tradizione e contemporaneità. Il suo colore pastello, tenue ed accattivante, unito alla sua freschezza floreale tipicamente primaverile, ne fanno un vino ideale per le donne, ma anche e soprattutto per quel target giovanile emergente che sempre più spesso sostituisce il vino agli aperitivi alcoolici e che frequenta le più avanzate tipologie di wine bar. Ed è anche qui, oltre che alla ristorazione, che va a puntare la politica promozionale del Consorzio Garda Classico, con la consapevolezza che al consumatore tradizionalista gardesano, un consumatore quasi etnico, va lentamente sovrapponendosi una nuova figura di degustatore di fascia medio-alta, edonistico ma anche consapevole ed attento, che sempre più sta facendo del Chiaretto l'aperitivo ideale delle calde estati gardesane.