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IL CHIARETTO DEL GARDA CLASSICO NEL SISTEMA DEI ROSATI ITALIANI
Un intervento di Sante Bonomo, presidente del Consorzio Garda Classico
Negli ultimi tre anni si è verificato, a livello internazionale, iniziando dalla Francia, un crescente interesse verso il mondo dei vini rosati. La scorsa estate, in particolare, il loro successo è andato quasi assumendo i contorni di un fenomeno di costume, e questo sia nell’ambito dei vini fermi che di quelli con le bollicine. Le previsioni sono decisamente orientate al bello anche per il 2008. Ovviamente, di questo trend favorevole ha tratto e trae beneficio anche il Chiaretto prodotto sulla sponda lombarda del lago di Garda, uno dei rosati per eccellenza del panorama vinicolo italiano, anche se in realtà, a differenza di produzioni di altre aree, il nostro Chiaretto non ha mai conosciuto veri e propri cali di interesse in passato, e questo a motivo delle sue prerogative che lo rendono un vero e proprio “classico” nell’ambito dei cosiddetti vini rosè.Le origini ottocentesche del Chiaretto, la sua origine intimamente legata ad un vitigno autoctono, il Groppello, e ad un’area ben definita, la riviera del Garda e in particolare la Valtènesi, nonché una tecnica di vinificazione affinata localmente nel tempo, ne fanno una sorta di unicum nel patrimonio enologico nazionale, tant’è che il suo consumo appare più legato a fattori culturali, territoriali, che non meramente stagionali. Questo l’hanno capito bene ad esempio quei ristoratori che hanno in qualche maniera accettato di “destagionalizzare” il Chiaretto, proponendolo come vino dalla dignità autonoma, capace di sostenere abbinamenti anche apparentemente difficili, come quelli con i piatti più strutturati della cucina di pesce del Garda o addirittura con il tartufo nero della Valtènesi.
Il Consorzio di tutela del Garda Classico, insieme con l’intera filiera produttiva e con le amministrazioni locali, si sta impegnando attivamente perché la percezione del Chiaretto non solo mantenga, ma affermi ancora di più la sua identità di vino del territorio gardesano che nasce da un vitigno esclusivo della Valtènesi e da una tecnica vinicola che ha avuto origine, sviluppo e affermazione in un contesto culturale ben definito. Va proprio in questa direzione quel progetto di riposizionamento strategico che è stato approvato di recente da parte del consiglio e dell’assemblea del Consorzio. Si tratta di un piano che ha un duplice obiettivo: da un lato confermare il valore fondamentale del Chiaretto come peculiarità della nostra riviera, del nostro lago, della nostra “gardesanità”, e dall’altro, contestualmente, testimoniare come la Valtènesi collinare, morenica, sia patria di rossi dotati di carattere, personalità, naturalità. Il tutto unito attraverso il tratto comune del Groppello, il vitigno autoctono della Valtènesi.
Sante Bonomo
Presidente Consorzio di Tutela Garda Classico doc